LIZ TRUSS

Constatato che il default per la Russia, annunciato dall’Occidente sin dallo scorso febbraio, non si è concretizzato nei pronosticati tre giorni e nemmeno nei sei mesi successivi,e constatato, altresì, come ampiamente appare, che le sanzioni stanno portando in recessione non la Russia, ma chi le ha applicate, la stampa tutta, unitamente al circolo politico di alcuni arguti analisti, si esibiscono con frequenti apocalittiche previsioni sull’implosione della Russia. Questa volta, però, spostando l’avvenimento “nel medio termine e nei prossimi anni”. A tali previsioni hanno persino associato l’iconica metafora del serpente boa, che con le sue possenti spire stritola lentamente la sua preda fino a soffocarla.

La cosa divertente è che la psicopatia mista a schizofrenia, di cui in tutta evidenza è affetto l’intero Occidente, porta gli audaci arguti politici, analisti e imbonitori tutti, a sostenere che mentre il loro prevedere un apocalittico futuro per la Russia è appunto una legittima previsione, quella di Maria Zakharova, portavoce del ministro degli Esteri russo, è una minaccia, uno scomposto attacco all’Italia, come lamentato dal nostro impareggiabile zelante Giggino, di intromissione nella campagna elettorale e quant’altro. Eppure, la portavoce Maria Zakharova, ha semplicemente declinato una verità inconfutabile e fatto una previsione molto verosimile. Testualmente ha detto: “Il piano italiano per la riduzione della dipendenza dalle fonti energetiche russe, messo a punto dal ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani, è imposto a Roma da Bruxelles, che a sua volta agisce su ordini di Washington, ma alla fine saranno gli italiani che dovranno soffrire”. Dove sta l’intemerata, la minaccia, l’interferenza? Per la UE queste sono “parole folli” (testuale).

Diciamolo con le parole di una vecchia canzone della Caselli: “La verità fa male” e porta i nostri servitori a uscir fuori di testa. E vaneggiano talmente tanto, che propongono ricette a tono: cucinare la pasta a fuoco spento con l’acqua che non bolle (come suggerito persino dallo scienziato premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi) , fare le docce fredde – brevi e possibilmente in branco – , ridurre le ore di riscaldamento, abbassare la temperatura dei termosifoni, tenere le vetrine dei negozi spente, non tenere gli apparecchi in stand by, ma spegnerli, limitare l’uso dei fornelli, delle lavatrici, e amenità simili, per mitigare gli effetti del conto energetico alle stelle.

Bisognerebbe ammettere che, da apprendisti stregoni, i nostri inetti politici hanno scatenato forze che non sono in grado di controllare, ed ora ne subiamo le conseguenze….. e sarà, come avverte la Zakharova: “ un futuro di sofferenze”.

Del resto, per dare un’idea di in quali mani siamo, della differenza di livello tra una leader russa e un’ europea, basta questo piccolo esempio:

“Stiamo fornendo e offrendo ulteriore supporto ai nostri alleati baltici del Mar Nero”, aveva detto di recente Liz Truss, quando era ancora ministro degli Esteri del governo britannico;

“I paesi baltici sono chiamati così perché si trovano al largo del mare Baltico, non il Mar Nero. Se qualcuno ha bisogno di essere salvato da qualcosa, allora è il mondo dalla stupidità e dall’ignoranza dei politici anglosassoni”, aveva ironicamente risposto la portavoce russa Maria Zakharova.

Lapsus della deliziosa, oggi premier inglese, Liz Truss? No, perché l’ignoranza e la stupidità della signora Truss, che la mette a livello del nostro Di Maio, si è palesata più volte. Per esempio, a febbraio scorso, quando durante una conferenza stampa tenuta a Mosca con il suo omologo ministro degli Esteri, davanti alla platea di giornalisti occidentali (che l’hanno graziata), alla domanda trappola di Lavrov (forse più per una provocazione bonaria, scoprendo invece che la Truss, semplicemente, non conosceva la geografia di quell’area) che chiedeva alla sua collega britannica “Se il Regno Unito riconosceva la sovranità della Russia sulle regioni di Rostov e Voronezh, la Truss, dopo una breve pausa, ebbe a rispondere: “Il Regno Unito non riconoscerà mai la sovranità russa su queste regioni“, ignorando, da ministro degli Esteri inglese, che le due città citate da Lavrov non si trovano nel Donbass, ma da sempre fanno parte della Federazione russa. Successivamente sulla questione, a chiarimento, è intervenuta l’ambasciatrice britannica a Mosca, Deborah Bonnert, spiegando alla responsabile del Foreign Office britannico che si trattava in realtà di regioni indiscutibilmente russe.

In quell’occasione molti britannici la accusano di voler scimmiottare la Lady di Ferro, Margaret Tatcher, e di essersi recata a Mosca soltanto per accrescere il proprio prestigio personale. Ed oggi, forse, divenuta premier, ci è riuscita.

C’è da sperare, pertanto, che qualora la Truss dovesse dar seguito alla sua libidine per il “bottone” nucleare, abbia le idee chiare su quale obbiettivo puntare i missili e sappia dove indirizzarli, perché con questa sapienza geografica potrebbe spedirli a Matera, che, come ben sa Giggino Di Maio, si trova in Puglia.

Del resto, Cesare Lombroso, medico e antropologo, considerato il padre della criminologia, indubbiamente non aveva ragione su tutto… ma, forse, su qualcosa legato alla fisiognomica ne aveva… Comunque, sicuramente, a guardare bene i tratti della neo premier inglese, senza dubbio fa fede la postura, la compostezza, lo stile…

Isernia, 8 settembre 2022

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