Un’ altra singolarità del nostro sistema giudiziario che andrebbe rimossa

Innanzitutto voglio precisare che non mi schiero né a favore e né contro sul probabile “Ponte sullo Stretto”; voglio semplicemente far notare che in tutti gli Stati del mondo esiste una magistratura contabile, ovvero organismi simili alla nostra “Corte dei conti”.

La loro funzione è ovunque basata sulla verifica e sul controllo delle spese pubbliche compiute dai vari governi durante i loro mandati. In parole più semplici controllano se i soldi pubblici sono stati spesi bene o male, e se spesi male devono incriminare i responsabili e recuperare il mal speso.

Specificamente, la nostra Corte dei conti svolge funzioni di controllo (art. 100 Costituzione) e funzioni giurisdizionali nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge (art. 103 Costituzione).

Accanto a queste, svolge anche funzioni consultive (pareri al Governo ed ai Ministri in ordine ad atti normativi e provvedimenti; pareri in materia di contabilità pubblica a richiesta di regioni, comuni ed enti locali).

In base alla Costituzione (art. 100), la Corte dei conti svolge le seguenti funzioni:

– un controllo preventivo di legittimità sugli atti del governo;

– un controllo successivo sulla gestione del bilancio dello Stato;

– un controllo sulla gestione finanziaria degli enti cui lo Stato contribuisce in via ordinaria.

Il controllo di legittimità serve ad assicurare che un atto o un’attività siano conformi alla legge. Il controllo sulla gestione serve, invece, a verificare l’efficacia, l’efficienza e l’economicità dell’azione amministrativa rispetto agli obiettivi posti dalla legge. A differenza del controllo preventivo di legittimità, il cui esito incide sul perfezionamento dell’efficacia di un atto, l’esito del controllo sulla gestione del bilancio consiste nella predisposizione di relazioni e osservazioni destinate alle amministrazioni controllate.

Tuttavia, solo in Italia, ennesima anomalia del nostro disastrato mondo della giustizia, la nostra Corte dei conti ha, precisiamo bene, un potere di “controllo preventivo” per il quale può dire se una spesa pubblica verrà fatta bene o male.

Questa è la norma, e va rispettata. Ma anche qui, come al solito, la nostra magistratura ha uno strapotere che esula da tutte le democrazie liberali del mondo e che scavalca il potere politico al di là del colore che indossa.

Caso strano, l’altra sera, poche ore prima della riforma sulla magistratura da approvare in via definitiva dal Senato della Repubblica, i magistrati contabili hanno bloccato la futura costruzione del Ponte sullo Stretto. Un coincidenza?

Qualcuno potrebbe dirmi: eccolo il solito malpensante! In tal caso, preferisco non raccogliere e ricordare una frase ormai storica del presidente Giulio Andreotti: “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca!”

Se questo è un segnale per il referendum sulla giustizia (ma io preferisco dire sulla magistratura), della prossima primavera, e credo proprio che sia così, con molta probabilità ci aspettano ulteriori scenari di uso della forza dirompente che potrà scatenare la più potente casta del nostro malridotto Paese.

Se le cose funzionassero al meglio, e per davvero, di miliardi buttati o, peggio ancora, regalati, ne siamo stracolmi. Su tutti ne svetta uno in particolar modo: “Il Superbonus del 110%” imposto dall’onnisciente ex presidente del consiglio Giuseppe Conte.

Il disastro del Superbonus 110% ha rappresentato una delle più gravi ferite inflitte alla finanza pubblica italiana negli ultimi 100 anni. Si è trattato di una misura nata sotto l’egida del Movimento 5 Stelle con l’intento dichiarato di rilanciare l’economia post-Covid, ma che nella realtà si è trasformata in una bomba ad orologeria per i conti dello Stato italiano.

E qui la Corte dei conti, pur sapendo dello sperpero del pubblico denaro a cui si andava incontro, non ha preventivamente voluto esprimersi (forse, perché la Corte è dei Conti è pertanto anche del Conte avvocato del popolo?). Uno spreco colossale che è stato certificato anche da Bankitalia e dall’Ufficio parlamentare di bilancio mentre regnava il candidato a Presidente della Campania, Roberto Fico, allora addirittura presidente della Camera dei deputati, altro miracolo italiano in assoluto.

Dai dati che si possono pubblicamente consultare, emerge che dei 500.061 immobili coinvolti in questa sciagurata cosa, ben 245.068 sono abitazioni unifamiliari (forse ville?) e solo 137.600 condomini, ma ci sono addirittura 5 edifici classificati “castelli o palazzi di valore storico” (categoria A/9), a dimostrazione che oltre il numero esiguo di beneficiari, il provvedimento ha anche provato che il Superbonus ha avvantaggiato le fasce più ricche dell’intera popolazione italiana.

Isernia, 31 ottobre 2025

Questa voce è stata pubblicata in Attualità, Cultura, Politica e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.