I DONI DI MELONI

Ultimamente l’esponente del PD, Bersani, ha detto: “il governo si è inchinato alle richieste degli Usa”. Vero o falso? Vero, ma quanta invidia in quella frase, quanti rimpianti per i bei tempi andati, quando ad inchinarsi erano loro! Sì, proprio loro, quelli di sinistra, … intellettuali e liberi. Resta il fatto che la “sovranista” Meloni (come Prodi, Draghi, Andreatta ed affini) ha svenduto tutto quello che c’era da svendere, esattamente come hanno sempre fatto anch’essi, gli anti-sovranisti asserviti alla Nato ed a Bruxelles.

La “Dichiarazione congiunta dei leader di Stati Uniti e Italia”, leggibile sul sito della Casa Bianca, ma non su quello di Palazzo Chigi, non lascia spazio a dubbi. In cambio di un ipotetico ruolo politico di “pontiera”, verso un’Unione Europea che quella funzione peraltro non le riconosce, Meloni ha mollato su tutto: armamenti, energia, detassazione dei giganti del web, intelligenza artificiale.

Su una sola questione ha tenuto il punto. Esattamente quella dove sarebbe stato meglio il contrario, l’Ucraina. Ma il servilismo di questa “sovranista” è a tutto tondo: verso gli Usa, ma anche verso la Nato e la Ue. E se Usa e Ue vivono un momento complicato, meglio leccare un po’ qui e un po’ lì. C’è chi la considera alta politica, mentre è solo miserevole galleggiamento.

Ma vediamo alcuni passaggi cruciali della Dichiarazione Trump-Meloni.

Sul riarmo, dunque sugli armamenti che si vogliono acquistare col piano “RearmEurope”, il testo parla chiaro:

“La nostra cooperazione in materia di difesa deve basarsi su una catena di approvvigionamento transatlantica profonda ed estesa”.

Poiché non è immaginabile un’esportazione di armi dall’Italia verso gli Usa, la “catena transatlantica” sarà ovviamente unidirezionale, e l’Italia acquisterà perciò sempre più armi dagli Stati Uniti. Ovviamente, il nostro non sarà l’unico Paese europeo a farlo. Del resto, il trend è già piuttosto solido, visto che dal 2020 al 2024 (complice la guerra d’Ucraina) l’export di armi americane verso l’Ue è aumentato del 223%. Ma ora, con il piano di riarmo deciso a Bruxelles, si vuole andare ancora oltre.

Sull’energia siamo addirittura alle comiche, visto che gli Usa vorrebbero pure presentarsi come benefattori:

“Gli Stati Uniti e l’Italia cooperano per rafforzare la sicurezza energetica incoraggiando ulteriormente la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico italiano e aumentando le esportazioni di gas naturale liquefatto statunitense verso l’Italia, in modo reciprocamente vantaggioso”.

Ora, dove sia il “reciproco vantaggio” ovviamente nessuno saprebbe dirlo, dato che il gas americano costa all’Italia quasi il triplo di quel che costava quello russo. Ma qui la cosa grave è che, anziché inserirsi nel negoziato per porre fine alla guerra, anche allo scopo di riattivare i gasdotti con la Russia, l’Ue (con il governo italiano assolutamente allineato) percorre esattamente la strada opposta: guerra infinita alla Russia, nuove sanzioni, maggiori importazioni da Oltre-oceano. A Washington non lo mandano a dire. Se nel 2024 hanno esportato in Europa 56 miliardi di metri cubi di gas (il 19,4% del totale), nei prossimi anni puntano ad arrivare a 150. Ed intanto Meloni, sempre per “il bene degli Italiani”, ha pronunciato il suo ennesimo signorsì.

Ma perché limitarsi ad armi ed energia quando bisogna pur pensare anche a quei poveracci dei giganti del web? Costoro un tempo stavano per lo più con i “Democratici”, ma presto han fatto a saltare sul carro del vincitore, ed oggi battono cassa. Anche in questo caso, Trump chiede e Meloni asseconda. Così i due nella Dichiarazione:

“Sottolineiamo l’importanza delle tecnologie dell’informazione per consentire la libera impresa attraverso l’Atlantico. Abbiamo convenuto che un ambiente non discriminatorio in termini di tassazione dei servizi digitali è necessario per consentire investimenti da parte di aziende tecnologiche all’avanguardia”.

Questa cosa della “libera impresa” che troverebbe ostacoli in mezzo all’Atlantico è davvero carina, ma la frase successiva va subito al punto. I giganti del web, tutti rigorosamente a stelle e strisce, devono poter operare e fare profitti (peraltro giganteschi) senza pagare un centesimo di tasse. Il che vuol dire azzerare quelle (bassissime) oggi esistenti, ma soprattutto bloccare ogni idea di nuove tassazioni.

E questo perché? Ma è ovvio, per favorire ancor più gli investimenti Usa nel settore, facendo così dell’Italia un protettorato digitale a stelle e strisce. Leggiamo:

“Accogliamo con favore gli investimenti americani nei servizi cloud e nell’intelligenza artificiale in Italia per massimizzare le opportunità della trasformazione digitale e sostenere l’Italia come principale hub regionale di dati per il Mediterraneo e il Nord Africa”.

Ci si può fermare qui, perché basta e avanza. Tutte queste questioni hanno certamente un rilevante peso economico, tutto in perdita per l’Italia (altro che dazi!), ma il loro aspetto strategico è ancora più grave. Dipendente per armi, energia, servizi e sicurezza digitale: ecco la fotografia perfetta di una colonia del XXI secolo.

Eppure, in principio, anche se non ci avevo mai creduto, le avevo affidato un barlume di speranza, avevo tutt’altra idea sulla Meloni, la facevo più coerente rispetto ai suoi propositi, tutte chiacchiere; così poi, un poco alla volta, vista la realtà crescente, ho dovuto ricredermi, come buona parte degli italiani ritengo (a prescindere dai sondaggi gonfiati) e prendere atto dei suoi comportamenti ambigui e sul servilismo a 360° della Premier e del suo governo. La performance newyorkese è stata davvero esemplare: da certi “sovranisti” ci salvi Iddio, che dai globalisti ci penso io.

Isernia, 30 aprile 2025

________________________

A suffragio di quanto esposto, allego copia del documento formalizzato tra i due leader, così come pubblicato sul sito della Casa Bianca:

Dichiarazione congiunta dei leader di Stati Uniti e Italia

La Casa Bianca

18 aprile 2025

Il Presidente Donald J. Trump e il Primo Ministro Giorgia Meloni hanno tenuto ieri il loro primo incontro ufficiale a Washington, DC, dove hanno confermato la loro determinazione a promuovere una relazione reciprocamente vantaggiosa e a rafforzare ulteriormente l’alleanza strategica tra Stati Uniti e Italia su questioni di sicurezza, economiche e tecnologiche.

Cooperazione tra Stati Uniti e Italia per la sicurezza:

Stati Uniti e Italia sottolineano che la guerra in Ucraina deve finire e sostengono pienamente la leadership del Presidente Trump nel mediare un cessate il fuoco e nel realizzare una pace giusta e duratura.

Stati Uniti e Italia ribadiscono il loro incrollabile impegno nei confronti della NATO e del principio di sviluppare la loro capacità collettiva e individuale di contribuire agli obiettivi dell’Alleanza. Ci impegniamo pertanto a garantire che la nostra sicurezza nazionale e la nostra difesa siano allineate e finanziate per affrontare le sfide di oggi e, soprattutto, i rischi di domani.

La nostra cooperazione in materia di difesa deve basarsi su una catena di approvvigionamento transatlantica profonda ed estesa. Ci troviamo di fronte a un contesto di sicurezza complesso e siamo pronti ad aumentare ulteriormente la cooperazione in materia di equipaggiamenti e tecnologie per la difesa, inclusa la coproduzione e il co-sviluppo che rafforzano la capacità industriale della difesa statunitense e italiana e la proteggono dagli avversari stranieri.

Gli Stati Uniti e l’Italia ribadiscono il loro impegno comune a contrastare l’immigrazione illegale e a garantire che l’immigrazione legale sia utilizzata come strumento a vantaggio delle nostre nazioni e non per creare un problema di sicurezza per i nostri cittadini. Intensificheremo i nostri sforzi comuni per sradicare i gruppi criminali organizzati internazionali coinvolti nel traffico di migranti e nella tratta di esseri umani.

Gli Stati Uniti e l’Italia confermano il loro impegno congiunto per contrastare la produzione, la distribuzione e la vendita di droghe sintetiche illecite, in particolare gli oppioidi sintetici, e le reti criminali che trafficano queste droghe, che collettivamente danneggiano la salute, la sicurezza e il benessere dei nostri cittadini e delle persone in tutto il mondo.

Cooperazione tra Stati Uniti-Italia per una prosperità condivisa:

Gli Stati Uniti e l’Italia concordano di lavorare per garantire che il commercio tra Stati Uniti ed Europa sia reciprocamente vantaggioso, equo e reciproco.

Sottolineiamo l’importanza delle tecnologie dell’informazione per consentire la libera impresa attraverso l’Atlantico. Abbiamo convenuto che un ambiente non discriminatorio in termini di tassazione dei servizi digitali è necessario per consentire investimenti da parte di aziende tecnologiche all’avanguardia.

Accogliamo con favore gli investimenti americani nei servizi cloud e nell’intelligenza artificiale in Italia per massimizzare le opportunità della trasformazione digitale e sostenere l’Italia come principale hub regionale di dati per il Mediterraneo e il Nord Africa.

Sviluppare una forza lavoro in grado di soddisfare le esigenze delle nostre economie è fondamentale. Gli Stati Uniti e l’Italia sono partner orgogliosi di iniziative industriali che andranno a beneficio dell’occupazione in entrambi i Paesi, svolgendo un ruolo vitale per le rispettive catene di approvvigionamento e rafforzando le nostre basi industriali. L’Italia contribuirà alla rinascita marittima del settore cantieristico statunitense, mentre gli Stati Uniti valuteranno le opportunità di investimento offerte dal contesto imprenditoriale italiano sempre più positivo, anche attraverso gli incentivi garantiti dalla nuova Zona Economica Speciale Unica (ZES) istituita in Italia.

Gli Stati Uniti e l’Italia cooperano per rafforzare la sicurezza energetica incoraggiando ulteriormente la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico italiano e aumentando le esportazioni di gas naturale liquefatto statunitense verso l’Italia, in modo reciprocamente vantaggioso.

Gli Stati Uniti e l’Italia collaboreranno per sviluppare il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa, uno dei più grandi progetti di integrazione e connettività economica di questo secolo, collegando i partner tramite porti, ferrovie e cavi sottomarini e stimolando lo sviluppo e l’integrazione economica dall’India, al Golfo, a Israele, all’Italia e, infine, agli Stati Uniti.

Seguendo l’esempio del successo dell’approccio degli Accordi di Abramo del Presidente Trump, gli Stati Uniti e l’Italia coopereranno su progetti infrastrutturali cruciali e valuteranno la possibilità di sfruttare il potenziale del Piano Mattei.

Cooperazione tra Stati Uniti e Italia per la tecnologia:

Gli Stati Uniti e l’Italia riconoscono la necessità di proteggere le nostre infrastrutture e tecnologie nazionali critiche e sensibili, motivo per cui ci impegniamo a utilizzare solo fornitori affidabili in queste reti. Non esiste fiducia più grande della nostra alleanza strategica, motivo per cui non può esserci discriminazione quando si tratta di fornitori statunitensi e italiani.

Siamo orgogliosi di collaborare nella tecnologia spaziale, anche attraverso due missioni su Marte nel 2026 e nel 2028, e nell’esplorazione della superficie lunare con le future missioni Artemis.

Mentre transitiamo e innoviamo sulle tecnologie del futuro, come 6G, intelligenza artificiale, calcolo quantistico e biotecnologia, ci impegniamo anche a esplorare opportunità per partnership rafforzate in questi settori critici che proteggono i nostri dati da avversari che potrebbero sfruttarli.

Invito a visitare l’Italia:

Il Presidente Trump ha accettato l’invito del Primo Ministro Meloni a effettuare una visita ufficiale in Italia nel prossimo futuro. Si sta anche valutando la possibilità di organizzare, in tale occasione, un incontro tra Stati Uniti ed Europa.

___________________________________

Questa voce è stata pubblicata in Attualità, Politica, Politica estera, Politica italiana e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.