
Delle molte cose da cui uno deve cautelarsi, certamente una delle più necessarie è quella di tenersi alla larga dai cretini, specie in politica.
Il cretino non è un soggetto raro. È troppo diffuso e versatile. Alligna dovunque, in politica come in famiglia, nelle scuole come nella diffusione mediatica. Quando, poi, è condiviso da molti altri diventa un influencer, ma sempre cretino è, e tale rimane.
Raramente agisce, più spesso parla e fa danni. Di per sé sarebbe innocuo, ma nella lotta politica gli avversari ci sguazzano sopra, ci montano le polemiche, ci fanno delle inchieste, magari ci pubblicano sopra un libro scritto con tempestiva rapidità, un instant book, come si dice. Poi, rientra nel nulla. Come un’onda malefica di melma molliccia, il cretino si espande. Passa dalla cronaca minuta alla storia minore. D’altronde, ha successo perché ne parlano tutti.
Il governo della Meloni brilla anche di cretini. Ne abbiamo visti parecchi all’opera, di alto, medio e basso livello. Capisco che uno i propri deputati non sempre se li può scegliere così come vorrebbe, tuttavia rappresentano un pericolo costante.
Cerchiamo, comunque, di non fare di ogni erba un fascio (pardon!), un mazzetto.
Se si sfogliano i giornali di un anno di governo della Destra, fateci caso, è un tripudio di sciocchezze in genere dette, ma più di qualche volta anche proposte e fatte, di cui non c’era alcuna necessità. L’unica cosa buona è che hanno ravvivato l’opposizione, che così ha avuto l’incipit per dire qualcosa, visto che su altri temi non ha molte idee da proporre, né ha voglia di farlo.
Ora, che un cittadino sia armato, in Italia, si può anche capire. Personalmente, non ne vedo la necessità e trovo sgradevoli perfino i fuochi d’artificio di capodanno, a parte i colori e la gioia che possono procurare ai bambini, se penso a quanta gente ci perde una mano o un occhio o ci lascia la pelle addirittura. In aggiunta, il contrabbando dei fuochi illegali è attivissimo e più i petardi sono fragorosi e pericolosi, maggiormente sono apprezzati. Pazienza, rispettiamo… la tradizione.
Ma che uno giri costantemente armato, se non fa un mestiere di per sé pericoloso, mi preoccupa. E da chi deve difendersi? Peggio ancora, chi deve o può offendere?
Già ne abbiamo parecchi di pazzi che ogni giorno, peraltro senza una valida ragione, uccidono per il solo gusto di premere il grilletto e generare panico e morte, o quelli che ammazzano una donna, tanto per sfoltire il mercato delle mogli o delle compagne stufe delle prepotenze del maschilismo peggiore.
La nostra legislazione in materia è piuttosto severa. L’esempio perverso che viene diffuso dalla TV, dove tutti si picchiano e si sparano addosso (che maestra di violenza è la televisione!) e da ciò che succede quasi ogni giorno negli Stati Uniti (Trump propose, a suo tempo, di armare gli insegnanti nelle scuole dove gli allievi vanno a lezione armati), non è certo da seguire.
Tuttavia, che un rappresentante del Parlamento della Repubblica Italiana vada in giro armato è roba da macelleria boliviana o messicana, non è sicuramente nel nostro costume. La questione è che chiunque detenga un’arma ha il dovere legale e morale di custodirla con responsabilità e serietà, per questo c’è un problema serio con quello che è successo. Perché, in ogni caso, nella fattispecie, il deputato implicato non è stato responsabile. Quanto accaduto non va bene per un cittadino italiano qualsiasi, figuriamoci per un parlamentare e, nello specifico, per un deputato di Fratelli d’Italia (Destra che – a detta dei suoi componenti – aspira ad essere portatrice di valori tradizionali) che si comporta come un bulletto da periferia.
E la vicenda, pur essendo miserevole, attira l’opposizione che coglie ulteriormente l’opportunità per cercare di farne un caso politico. Tutto fa brodo, tanto per far emergere, al tempo stesso, la sacralità del Parlamento, i sani principi della democrazia e il fascismo latente nel governo di Destra. Non ci credono neppure loro, ma tant’è, l’occasione è ghiotta e la Destra non si fa mancare alcuna circostanza per suscitare polemiche da salotto televisivo.
Ad ogni modo, sarebbe di certo un grave errore, credo imperdonabile, passarci sopra e schierarsi compatti in difesa di un membro della combriccola di governo.
Lei, Signora Meloni, nel suo discorso d’insediamento da Premier, che fece alquanto rumore, perché fu un certo modo di parlar chiaro e non il solito futile pour parler dei politici cui eravamo abituati, parlò di meriti e di demeriti, termini inusuali, quasi suscitando indignazione fra i pedanti uditori:“Ma che siamo matti? Si va avanti per merito? E chi giudica? E con quale criterio? E che c’entra il merito? Finora tutto è andato bene e adesso si cambia?” E così via…
Certamente la squallida vicenda dell’irresponsabile deputato di Fratelli d’Italia dalla cui pistola è partito accidentalmente un colpo durante la festa di Capodanno alla Pro loco di Rosazza, nel Biellese, e alla quale era presente anche il sottosegretario alla Giustizia, Delmastro, è un caso nel quale il demerito è assolutamente evidente. Non se ne dovrebbe fare un caso politico, tanto la cosa è stupida e riprovevole, ma l’opposizione, che dovrebbe occuparsi d’altro ed impegnarsi, piuttosto, ad essere positivamente propositiva, lo trasforma in un giudizio politico.
Ebbene, Signora Meloni, ora si faccia valere e dia un esempio coerente e concreto alle sue parole. Il Suo beota ha demeritato ampiamente e, quindi, non andrebbe nemmeno deferito ai Probiviri, la cui procedura comunque, per quanto voglia essere breve, richiede ritardi, ma andrebbe cacciato all’istante e a calci nel sedere, per la quantità di tempo che fa perdere e per la pochezza di ciò che ha nella testa. È un cretino e come tale va trattato, senza preamboli e indugio alcuno.
Isernia, 3 gennaio 2024