La conversione di Luigino

Senza un briciolo di dignità, senza un minimo di decenza. Uno dei momenti di massimo squallore di “quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia”, diceva Giorgio Gaber . La vergognosa spartizione di collegi tra Letta e Calenda, con le acrobazie altrettante ignobili per garantire una poltrona al Vinavil Di Maio, dimostra che anche a sinistra ha trionfato la logica: noi politici candidiamo chi diavolo vogliamo e voi sudditi dovete votare senza protestare.

Certo non una logica nuova. Però, prima, si concedeva al gregge almeno il diritto al mugugno. Ora non più. Anche perché il gregge ha scoperto che, di fronte a queste porcate, si può tranquillamente andare al mare. Le spiagge, infatti, sono stracolme di bagnanti.

Calenda avrebbe potuto creare un nuovo centro, con la consapevolezza di conquistare pochi seggi in questa tornata elettorale, ma puntando su una incapacità di governare da parte del centrodestra, magari con un rapido ritorno alle urne ed una crescita esponenziale del centro. Ma, poverino, si vende per poche poltrone, deve accontentare gli appetiti famelici della banda che ha raccattato, tra cui spiccano la Gelmini, la Carfagna, il Brunetta. Dunque, nessun progetto per l’avvenire, ma tanti, maledetti e subito (collegi sicuri).

Tanto, per chiarire che non si tratta di uno statista, bensì di un banale accumulatore di poltrone. Sarà felice Renzi, che si ritrova solo al centro, con la misera prospettiva di racimolare gli elettori calendiani delusi per rimpolpare le sue scarne legioni.

Ma è ancor più patetica la conclusione della parabola di “Giggino la poltrona”: “Mai con il partito di Bibbiano”, aveva giurato. E, invece, non solo si è alleato con quel partito, ma per garantirsi la poltrona e lo stipendio è pronto a candidarsi anche a Bibbiano nelle liste del Pd.

Nel 1991 Franco Battiato, usava parole feroci con la sua canzone “Povera Patria” :

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere

di gente infame, che non sa cos’è il pudore,

si credono potenti e gli va bene quello che fanno

e tutto gli appartiene.

Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!

….

Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?

Nel fango affonda lo stivale dei maiali.

….

Come è stato autorevolmente osservato (da un vero esperto), per trovare un’inversione politico-ideologica a U come quella di Luigi Di Maio, bisogna risalire alla conversione di San Paolo sulla via di Damasco.

Un politico, arbitrariamente autoproclamatosi statista (un miracolo di San Gennaro, forse), che non parlava in modo problematico e sommessamente, ma che gridava a ritmi forsennati, dai balconi e dai microfoni di tutte le emittenti, grandissime corbellerie che ora rifiuta in blocco riconoscendosi nelle affermazioni opposte, spicca persino nel folto gruppo dei voltagabbana della politica italiana. I Razzi, gli Scilipoti, i De Vito, i Compagna e le altre centinaia di politici che hanno “cambiato casacca” (più e più volte) sono tutti casi di personaggi talmente marginali che è bastato loro fare un piccolo passo laterale per trovarsi in tutt’altro campo. Di Maio, no. Lui è uno dei fondatori di un movimento che per più di 10 anni ha perseguito caparbiamente certe idee e proclamato parole d’ordine inequivocabili. È come se Putin (esagerando un po’, ma non tanto) un giorno proclamasse alla TV di Stato che ha capito di aver sbagliato e vuole entrare nella NATO.

Naturalmente, tutti possono cambiare opinione.

Si racconta che il Ministro del Tesoro Andreatta (persona di una levatura da non confondere assolutamente coi nomi fatti sopra), in una riunione nel 1981, si era mostrato riluttante ad aumentare di 1 punto i tassi d’interesse poiché, nonostante un’inflazione galoppante, l’economia era in crescita. Il giorno dopo aveva cambiato idea: 4 punti e “divorzio” Tesoro-Banca d’Italia.

Anche Di Maio ha cambiato opinione e dice che ha scritto tutto per filo e per segno in un libro (“Un amore chiamato politica”) che non penso sia il caso di leggere, in quanto abbiamo profusamente già dato.

Tutto legittimo, tutto corretto. Ma ora credo serva una fase di meditazione. Il Putin dell’esempio fatto sopra non è che possa chiedere il giorno dopo di diventare il Segretario generale della Nato. Anche San Paolo ripartì da zero. Un periodo di “deserto”, ad esempio come portaborse dell’on.Tabacci andrebbe benissimo. Diciamo una legislatura per imparare il nuovo paradigma di pensiero, i nuovi (per lui) fondamenti liberal-democratici, le distinzioni tra democrazia rappresentativa, movimenti civili e movimenti eversivi, poteri esecutivi e legislativi, ruolo del capo dello Stato (….), tassazione e debito pubblico, etc. etc.

È giovane e potrebbe imparare in fretta. Del resto il suo “papà” politico, il comico vagante, lo aveva detto (e lo ha appena ribadito) che dopo due mandati bisogna prendere fiato. Farebbe bene a lui e (soprattutto) a noi.

6 agosto 2022

Questa voce è stata pubblicata in Attualità, Politica, Politica italiana e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.