Il ritorno di Ulisse

Ulisse e il ritorno a Itaca. Noi che torniamo alla vita "normale"? -  Astrologia junghiana

E’ ben noto che il Parlamento italiano non rappresenta più la reale volontà popolare. Così pure, in Italia, si sono succeduti in questi ultimi anni Governi presieduti da persone mai elette e, dunque, anche il governo in carica non riflette la volontà e i sentimenti del Popolo italiano. I vertici politici e militari non garantiscono l’indipendenza delle libere istituzioni come la Costituzione impone. La Costituzione italiana viene sistematicamente violata nel silenzio di chi dovrebbe garantirne il più assoluto rispetto, ed è così che ora si vìola anche il suo articolo 11 che preclude all’Italia la partecipazione a guerre di aggressione o comunque a guerre altrui, dovendo essere la politica militare italiana esercitata solamente per scopi difensivi.

I mezzi di informazione, i maggiori quotidiani e le televisioni a diffusione nazionale sono completamente asserviti e divulgano costantemente una informazione consapevolmente non veritiera. Un ampio strato della Magistratura – che dovrebbe essere il baluardo delle quotidiane libertà e diritti – agisce fuori dalla legge, continuando nella sua tradizione di compiacere il potere governativo. L’opinione pubblica italiana è frastornata e confusa e crede a quel che raccontano i media della TV fino ai limiti del ridicolo. Pseudo giornalisti italiani in Ucraina, talvolta anche con l’elmetto in testa ed il giubbotto antiproiettile, trasmettono filmati di guerra cinematografici o immagini di esplosioni avvenute anni prima, in luoghi diversi e distanti dall’Ucraina.

Il messaggio che viene diffuso è che Putin è un autocrate e che la Russia persegue una politica aggressiva espansionistica. Ma non tutti gli italiani pensano questo e sono moltissimi quelli di ogni ceto sociale e di ogni esperienza culturale che in una certa misura condividono e giustificano l’iniziativa militare russa in Ucraina, consapevoli delle finalità provocatorie degli USA attraverso la NATO. Questa è una vecchia storia che purtroppo si ripete, se c’è un Paese di guerrafondai, questi sono gli USA: nei loro tre secoli di vita hanno avuto solo 12 anni di pace. Questi sono numeri, non opinioni.

La parte sana dell’Italia e degli italiani sa che la difesa dei diritti dell’uomo, purtroppo, oggi è diventato un volgare pretesto, come è un pretesto più ridicolo che delittuoso quello di esportare la democrazia. L’opinione pubblica sana dell’Italia è perfettamente consapevole che l’ iniziativa militare nei confronti dell’Ucraina è un atto di legittima difesa e di risposta alle costanti provocazioni e alle minacce nordamericane e degli Stati che servilmente appoggiano gli USA.

L’Italia ha perso la seconda guerra mondiale, ma non è questo quel che conta. Le guerre si vincono e si perdono. Questo è nel gioco della storia. La tragedia dell’Italia è che essa non ha perso solo la guerra, ma ha perso anche la pace. L’Italia oggi è un territorio asservito alle esigenze militari imperialistiche degli USA e della NATO. Non c’è altra spiegazione per la presenza in Italia di 115 (centoquindici) basi militari USA o NATO, che poi è la stessa cosa.

La Sicilia, è diventata una grande caserma americana, per non parlare del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia. Gli USA dispongono di depositi di armi nucleari di potenzialità devastante in vari punti del territorio nazionale italiano . Non voglio insegnare niente a nessuno, né tantomeno condizionarne il pensiero, ma desidero esprimere un’opinione contro corrente e dire che, pur detestando la guerra ed ogni altra qualsiasi forma di violenza, in questo momento Putin, “il cattivo orso russo”, rappresenta l’ultima speranza di contrasto efficace al globalismo o mondialismo e al capitalismo di speculazione monetaria che non ha un volto, ma del quale si conoscono i nomi.

Penso che come italiani, tutto sommato, non sarebbe sbagliato manifestare a Putin la nostra ammirazione per la sua onestà intellettuale e politica, per il suo coraggio e per il contributo che cerca di dare alla vera pace, contrastando le mire aggressive di quella che dovremmo meglio chiamare la North Atlantic Terrorist Organization (NATO), considerato tutto quello che ha combinato in Pakistan, in Afghanistan, in Siria, in Iraq, in Libano, in Libia, nella ex Yugoslavia ed in altre parti del mondo. L’Italia, che ormai ha perso pure il senso del ridicolo, ha mandato un piccolo contingente militare ai confini occidentali dell’Ucraina. È stata una decisione patetica del Governo Draghi, che avendo esaurito il pretesto del Covid per governare contro i princìpi della nostra Costituzione, ora coglie l’occasione della crisi in Ucraina per continuare in uno stato di emergenza finalizzato all’annientamento della libertà, della identità e della dignità del Popolo italiano.

Per come stanno andando le cose, il rischio della stagflazione – cioè un rallentamento economico con un aumento generale dei prezzi e un po’ di disoccupazione stile 1973 – sarebbe quasi il male minore. Stiamo andando lanciati, come dei missili, contro un muro di distruzione economica, nella totale indifferenza delle Istituzioni europee, del Governo nazionale e perfino di Confindustria e delle varie associazioni di categoria imprenditoriali e sindacali. Sembra che ci sia una qualche droga nell’acqua bevuta dai politici europei e di casa nostra che li renda pesantemente storditi rispetto al mondo esterno, dove oltre alla rovina della guerra, salgono vertiginosamente i prezzi del gas, del petrolio, dei cereali, dei fertilizzanti e di tutte le materie prime, mentre scarseggiano i rifornimenti e lo scambio delle merci. Un disastro generale.

Intanto parla Gentiloni, il nostro zelante Commissario per gli affari economici e monetari presso l’UE, dicendo che “dalla crisi nasce la Nuova Europa autonoma su energia e difesa”. Se per Energia si intende quella della legna nel camino si può anche essere d’accordo, perché, nella situazione attuale, l’energia è proprio una tragedia colossale, enorme, determinata proprio dall’Europa a guida tedesca.

Mentre il presidente di Confidustria, Carlo Bonomi, ritiene che tutto si possa risolvere “Rimodulando il PNRR e spostando gli obiettivi della transizione ecologica ”. Chissà se a quelli del comprensorio dell’acciaio e della meccanica basterà “Rimodulare il PNRR”, o se questo potrà essere sufficiente al comprensorio della ceramica di Sassuolo e di Imola.

Ed in tutto questo cosa fa Draghi? Non sapendo fare altro, oltre ad imporre la riforma del Catasto, è andato a parlare di Ucraina a Bruxelles.

L’Italia è un Paese alla deriva…

Non sono filo-russo, non sono filo-cinese e nemmeno – da come si evince – filo-americano. Mi riconosco nella cultura italiana, europea e volendo anche occidentale, anche se ormai soltanto a livello ideale, poiché sul piano reale ne è rimasto poco. Tuttavia, credo sia giunta l’ora che l’Occidente riconosca che esistono al mondo altre civiltà; che sia arrivata l’ora che Ulisse, l’uomo occidentale, riconosca che il folle progetto di acquisire un controllo completo sul mondo, varcando le Colonne d’Ercole che portano allo scontro di civiltà, non potrà che portare ad un’immane tragedia. E’ tempo che Ulisse ritorni ad Itaca per ricostruire la sua casa che sta andando in rovina.

8 marzo 2022

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