Le follie umane

Afghanistan: un mistero risolto | Global Project

In un’epoca caratterizzata da problemi dominanti come l’integrazione razziale e l’instabilità dei rapporti tra le diverse etnie, per i mutati equilibri in seno alla società contemporanea, non possono che evidenziarsi serie e preoccupanti perplessità per il futuro dell’umanità.

Aristotele sosteneva che l’uomo è un animale sociale. Se quanto egli affermava fosse tale, come mai, dopo millenni di convivenza, ancora oggi l’egoismo umano non accenna a mitigarsi? La coesistenza di culture e di tradizioni diverse, per effetto anche dei flussi migratori sempre più consistenti e incontrollabili, ha ridestato nell’uomo antiche rivalità e rancori sopiti che, nonostante la vernice sociale di un’apparente solidarietà umana, acuiscono le abissali diversità delle condizioni socio-economiche fra i popoli.

Il processo d’integrazione, che può realizzarsi solo con la reciproca comprensione e la buona volontà, si arresta, però, irrimediabilmente dinanzi a barriere insormontabili su cui troneggiano i simboli totemici di presunte verità assolute – le religioni – che, seppur riconducibili a messaggi illuminanti d’amore e di fratellanza fra le genti, stranamente inducono gli intolleranti, e gli irriducibili del fondamentalismo, alla violenza. Non v’è religione in cui l’esercito dei fanatici integralisti, nel nome di un Dio giusto e misericordioso, non si attivi per seminare odio e versare sangue innocente per l’affermazione del proprio credo. A questo punto mi domando : com’è possibile che il Dio d’amore e di giustizia, invocato a gran voce dai credenti delle diverse religioni, consenta che nel suo nome, siano perpetuati infami delitti ed efferate nefandezze di cui il genere umano dovrebbe, senza ombra di dubbio, vergognarsi?

Qualcuno mi dirà, e a giusta ragione, che circhi e bestie feroci, crociate, pulizie etniche, inquisizioni con roghi e torture, l’Olocausto, le foibe, le follie nucleari degli USA su Hiroshima e Nagasaki, le persecuzioni staliniste, lo sterminio dei Curdi, le stragi compiute in Vietnam, i bombardamenti in Libia, Siria, Iraq, nel vicino Kosovo, e poi gli Hitler, gli Stalin, i Milosevic, i Saddam, i Blair, i Sarkozy, i vari Presidenti USA da Truman a Obama e tutti gli stramaledetti demoni del passato, e del presente, che hanno vergato col sangue le pagine buie del processo evolutivo dell’uomo, sono sempre esistiti, e quel che oggi avviene, purtroppo, seppur sotto aspetti e comportamenti diversi, non è che il riproporsi di storie già passate…

Certo, l’uomo, sfatando miti e leggende è andato nello spazio, sulla Luna, ed ha inviato macchine volanti che si sono spinte oltre i confini del nostro sistema solare. Ha messo in orbita attorno alla Terra stazioni spaziali ed ha già fatto scendere sul suolo di Marte le sue apparecchiature d’esplorazione. Niente di tutto questo fa una grinza! Anzi, le conquiste attuali in campo tecnologico lasciano intravederne altre, prossimamente, ancor più stupefacenti. Perché mai, continuo a chiedermi, malgrado tutto ciò, l’uomo, non è riuscito a sconfiggere la fame nel mondo, le profonde disuguaglianze che dividono i popoli, non è ancora in grado di aiutare i milioni di bambini che muoiono per mancanza di cibo, di medicinali, e soprattutto, non è tuttora in grado di avviare un concreto processo costruttivo per una “pace complessiva e duratura” fra tutti gli abitanti della Terra?

Non può che evidenziarsi, fatale come non mai, al di là degli spietati interessi economici e di dominio che i più forti detengono ferocemente, l’insensibile disinteresse totale di tutti gli onnipresenti condizionamenti religiosi. Per quale ragione? Perché nelle religioni monoteistiche, l’agnello, in passato immolato a Dio, diventato adulto si è sostituito al lupo famelico, non accetta un “reale” confronto tra culture diverse e, cosa ancor più grave, non affronta adeguatamente il processo inarrestabile della globalizzazione.

“Sogno – diceva Pablo Neruda – di vedere tutti gli uomini della Terra intorno ad un gigantesco immenso pane grande quanto la Luna, finalmente in pace, e tutti insieme a sfamarci come veri fratelli…” . Questo poetico sogno, ahimè, per quanto utopistico alla luce di quanto avviene, allontana definitivamente la speranza di vedere, in un prossimo futuro, risolti gli endemici mali che affiggono l’Umanità. L’imperialismo delle superpotenze, pur di assicurare maggiori ricchezze alle multinazionali che dominano il mondo, non s’arresta neppure dinanzi all’incalcolabile numero di vittime innocenti di un conflitto bellico. A quale risultato può condurci una guerra, questa poi in particolare che si sta svolgendo sotto i nostri occhi, dal momento che ne vediamo quotidianamente le drammatiche immagini trasmesse dai media, se non a scavare un baratro ancora più profondo ed incolmabile, tra potenti e meno abbienti, tra culture e religioni diverse?

Le guerre si dichiarano, com’è sempre stato, per la risoluzione di crisi economiche interne o di insanabili contrasti ideologici e politici. I venti di guerra che stiamo respirando in questi giorni, pur conseguenti al comprensibile (ma non legittimo) desiderio di riscatto per il sanguinoso attentato del fatidico XI settembre 2001, non possono che giustificarsi con la malcelata cupidigia di appropriarsi di strategiche fonti energetiche e di materiali rari, necessari per le nuove tecnologie, riportando fatalmente alla mente quanto in passato avveniva per la conquista di terreni più fertili o pascoli ricchi di vegetazione e di acqua. E, i prepotenti e i più forti – come nella favola antica del lupo e dell’agnello – ricorrevano a futili motivazioni per giustificare le aggressioni.

A quel tempo, però, l’uomo affrontava un altro uomo, sia pure con armi improprie. Per la legge del più forte, o del più astuto, vinceva infine il migliore. Oggi, invece, tutto è cambiato. Armi sempre più sofisticate sono in grado di annientare in un solo attimo intere popolazioni; senza poi tener conto dell’immane pericolo derivante dall’impiego di missili con testate atomiche e batteriologiche. E’ l’eterna lotta tra il Bene ed il Male, qualcuno dirà. Per altri, diversamente, i cultori delle antiche profezie, la Terra è il predestinato campo di battaglia su cui si affronteranno demoni ed angeli, per il definitivo scontro finale. Chi saranno i vincitori? La follia dei tutori del libero-garantismo, i cosiddetti gendarmi del mondo, oppure gli Stati che sovvenzionano ed alimentano politiche destabilizzanti e gli attentatori kamikaze?

La fatale macchina della guerra, una volta azionata, non può essere più fermata. La legge del più forte della nostra contemporaneità non ammette ripensamenti: Biden ne sta conoscendo gli effetti.

Intanto, tutto il mondo, incollato ai teleschermi, segue in diretta queste crudeli immagini di guerra, come in una grande sagra paesana al momento dei fuochi d’artificio. Con la sola differenza: che ogni scia luminosa tracciata da un missile che piomba “intelligentemente” impietoso su un quartiere, o su una singola abitazione, vite umane si dissolvono nell’esplosione di fuoco e detriti frammisti a brandelli di carne umana volano verso il cielo.

Il grande show mediatico imperversa e non si arresta. Le grandi emittenti televisive, state pur tranquilli, non mancheranno di farci vedere case che crollano, gente che fugge in preda al terrore, genitori che stringono al petto i corpi straziati di bambini, mamme urlanti, donne che piangono disperate accanto alle macerie delle proprie abitazioni.

Assistiamo, ormai assuefatti, quasi passivamente al triste spettacolo, nel mentre consumiamo il nostro pasto quotidiano, comodamente seduti a tavola con i nostri cari, serrando tra le mani una posata che attinge al cibo nel piatto ed un bicchiere di vino, ai consueti comunicati dei corrispondenti delle varie televisioni corredati dalla miriade di videoriprese di immagini crudeli. Così come secoli addietro succedeva nel Colosseo, quando nell’arena scendevano i gladiatori e, aperte le gabbie, si liberavano le fameliche bestie feroci… Le vere belve, invece, siamo proprio noi che permettiamo tutto ciò, come in passato erano coloro che dagli spalti urlavano… cinicamente godendo nel vedere uomini divorati senza pietà.

E tu, Dio misericordioso della giustizia e dell’amore, che secondo le religioni hai creato l’Uomo a tua immagine e somiglianza, perdonami, è proprio questo … il tuo volto?

30 agosto 2021

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