IL CONCLAVE

750 anni fa il conclave, ma niente rievocazione - Il Viterbese

E così, a quanto pare, il Conte 3forse non si farà. Ma tutto è ancora possibile. A chi spetterà l’arduo compito? Gli opinionisti scandagliano il futuro. Il Presidente Mattarella affida al Presidente della Camera un mandato esplorativo, un incarico istituzionale, e non perché sia il meglio fico del bigoncio. Perchè, poi, Mattarella affida questo incarico al Presidente della Camera, il Fico per l’appunto, e non invece alla Casellati, come sarebbe stato più corretto sotto il profilo non solo istituzionale, ma soprattutto democratico, tenuto conto dei risultati elettorali del 2018? Misteri di Palazzo, sorvoliamo per amor di patria. Comunque, il mandato esplorativo affidato al presidente della Camera lascia intendere che, al momento, l’avvocaticchio del popolo non ha i numeri sufficienti.

Gli occhi sono rivolti alla greppia della destra: Rotondi, Berlusconi, qualche transfuga. Occorrono anime buone, pensose degli interessi del Paese, soprattutto europeiste. Questa è la grande novità del momento, bisogna essere europeisti, adesso, come un tempo occorreva essere dell’arco costituzionale. Trappole per allodole vergini.

Chiaramente non europeisti sono considerati quelli di Fratelli d’Italia, guidati da quella maledetta antieuropeista della Meloni che, guarda caso, ma questo, stranamente, non lo si dice, è Presidente del gruppo conservatore al Parlamento europeo. Più europeista di così! Ma non lo diciamo e facciamo finta di nulla. Mettendo a fuoco questo piccolo particolare, non credo di apparire come uno che fa il tifo per Donna Giorgia Meloni, la pasionaria di Fratelli d’Italia. E’ la semplice realtà dei fatti, a cui bisognerebbe sempre attenersi.

La paura di andare alle elezioni taglia le gambe. Le ragioni vere per cui tutti scansano l’idea del voto, come se fosse la peste, sono tre:

a – non si vota perché, secondo i sondaggi, vincerebbe l’opposizione;

b – non si vota perché almeno un terzo degli attuali parlamentari rischia il posto, in quanto il numero dei deputati e dei senatori è stato ridotto di un terzo;

c – non si vota perché se Conte fa un partito suo, risucchia elettori al PD e ai 5Stelle, non certo a Salvini e alla Meloni.

Tutti escludono la santa e diretta via delle elezioni. C’è la pandemia, dicono, come se non si potesse votare, stando in fila, ordinati, a distanza e con la mascherina, come già s’è fatto. Altre sciocchezze, ma ripetute e diffuse con serietà. Si è votato in America, si vota in Estonia, si vota in Olanda, si vota in Portogallo, si è votato poco tempo fa in Italia alle regionali e per l’ultimo referendum. Le elezioni nazionali no. Per queste, siamo troppo cagionevoli.

Allora, raffazzoniamo un esecutivo di citrulli, tanto non si vede la differenza con il governo di prima, e andiamo avanti sino alla fine. Del Paese.

Il video è pieno di chiacchiere inutili, ragionamenti sottili, tirati con il filo di seta. Alla fine, tutto sommato, questi opinionisti sono migliori dei loro Ministri di riferimento. Perché non fare un governo di giornalisti? Viva la comunicazione!

Continua il corteggiamento a Renzi, perché rientri nel “perimetro”. Ma, attenzione, i 5 Stelle, anche quelli più intransigenti e vicini all’area di Di Battista, dicono: mai con Renzi. Per loro è come la Val di Susa o il MES. Una questione di principio. E allora? Semplice: sembra che si siano ricreduti. Il PD, la settimana scorsa, ha fatto lo stesso. Poi Zingaretti, con la stessa faccia, questa settimana, ha sostenuto il contrario. Viva la coerenza!

Altri commentano che, fatto un nuovo gruppo parlamentare di “europeisti” in ritardo, il numero dei sostegni a un Conte 3resta lo stesso di una settimana fa. Addirittura, il PD “presta” un senatore al nuovo gruppo per far numero! È scioccante.

Occhi dolci alla bella Carfagna, a padre Rotondi, al venerando Berlusconi. I 5Stelle, però, dicono: mai con Berlusconi, ma tanto nessuno li sta a sentire. E allora, con chi si fa il governo?

Nessuno si duole della dipartita di Conte, questo oggetto misterioso inventato dai 5Stelle che ha dato prova di dar fastidio a tutti. E il povero Casalino, che fine farà? Sic transit gloria mundi.

I candidati alla successione si sprecano, a cominciare dall’inutile Casini. Ha girato tutti i partiti, è il decano del trasformismo, sempre a galla, con il bianco, il verde, il rosso. Un vero patriota.

La Bellanova non si sgomenta all’idea di un Di Maio Presidente del Consiglio. Abituata con i braccianti alle dure lotte sindacali, non ha battuto ciglio alle provocazioni. Perché no? Pare che abbia detto. Tutto è possibile nella penisola sballata. Ministro dell’Economia e del Lavoro, non ha fatto nulla, tranne la bufala dei navigator (a proposito, che fine hanno fatto, sono spariti come le Sardine?), come Ministro degli Esteri è andato ancora peggio, come Presidente del Consiglio dei Ministri sarebbe carismatico solo per sua madre.

Se non si fa il Conte 3,smentendo il famoso vecchio adagio:“non c’è due senza tre”

– pare che Conte sia il perno insostituibile della salvezza del governo giallo rosso – saremmo in piena sciagura. Ma lo saremmo lo stesso anche con un nuovo governo di un Pinco Pallino qualsiasi, anche con Renzi. Lo saremmo con tutti i governi che potrebbero venir fuori dal cappello a cilindro di Mattarella.

Forse non si andrà a votare e il prossimo governo vivacchierà, stentando sui gerundi e sui congiuntivi. Questo povero Paese meriterebbe ben altro.

Il Santo Padre Mattarella ha ascoltato con pazienza istituzionale i suggerimenti dei Presidenti delle due Camere del Parlamento. Ne farà tesoro, c’è da esserne sicuri. La liturgia delle consultazioni è tanto doverosa quanto inutile.

Allo stato attuale, basterebbe chiudere in una cella col soffitto scoperchiato e sottoposto alle intemperie, senza cibo, senza acqua, senza mezzi di comunicazione, il VisConte, il Renzi d’Arabia e lo Zingaretto romano, e magari anche il Grillo parlante, finché non trovino una soluzione. Dopo un po’, la crisi sarebbe risolta.

Lo fece la Città di Viterbo, guidata dal loro Podestà Alberto di Montebuono assieme al Capitano del Popolo Raniero Gatti, dopo che per quasi tre anni i Cardinali non si decidevano a eleggere un Papa. Non fu molto democratico, ma dette una forte accelerazione alla fine del Conclave, il primo in cui i cardinali vennero chiusi a chiave (clausi cum clave), che inziato nel 1268, dopo 1006 giorni, terminò il primo settembre 1271 l’elezione di Tebaldo Visconti. E, comunque, per giungere alla decisione dovettero alla fine delegare a una commissione, composta di sei cardinali elettori, il compito di scegliere il nuovo Papa, i quali trovarono sorprendentemente l’accordo, su quello che sarebbe diventato Gregorio X, in sole due ore.

Quanto tempo, ci vorrà, invece per il nuovo inquilino di Palazzo Chigi? Nuovo, sì, che meraviglia sarebbe se ne approfittassimo per archiviare questi anni bui e associati, installando finalmente un adulto a Palazzo Chigi, capace di vaccinare gli italiani, in grado di programmare un piano strutturale per venir fuori, il prima possibile, dal pantano in cui siamo immersi e presentare alla Commissione Europea, entro il prosimo mese di aprile, con il Recovery Plan, una strategia per la crescita ed il rilancio dell’Italia.

Insomma, l’Italia ha stretto bisogno di un Presidente del Consiglio che sia non solo maturo, ma anche capace di assumere decisioni e in tempi brevi. Il nome non importa, purché sia persona autorevole ed abbia fortemente a cuore il bene del nostro Paese.

30 gennaio 2021

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