
Di un agosto rovente, questi sono i giorni delle talpe, di chi lavora al buio, sotto terra, in silenzio, e pochi sanno quello che si muove veramente. Fino a martedì prossimo, quando Giuseppe Conte si presenterà al Senato per le sue “dichiarazioni”, può succedere di tutto. Perché fino alle ore 15 di martedì 20 ogni giocatore scommette sulle brutte carte dell’avversario, non sulla forza delle proprie. È una partita giocata sui bluff. Vincerà chi avrà più faccia di bronzo degli altri.
Non riesco a capire Salvini, ma neppure Berlusconi o Zingaretti. E’ un guaio. Ci deve essere qualcosa che mi sfugge. Brancolo nella nebbia delle chiacchiere, delle allusioni, delle ipotesi.
A leggere i giornali, ascoltare i TG e seguire i dibattiti politici, avverto un senso di noia crescente. Sono sempre le stesse cose, predigerite e poi rimasticate. Nulla di nuovo, tutto di terribilmente invecchiato. Chiedo in giro, se qualcuno ci capisce qualcosa. La risposta è desolante.
Mi sforzo di capire, ma non ce la faccio: o i giochi sono troppo raffinati o sono troppo stupidi. Comincio a propendere per la seconda ipotesi. Vediamo perché.
Salvini si è mostrato alquanto bravo nel raccogliere consensi. Sulla cresta dell’onda ha stravinto, sbocconcellando alleati ed ex alleati. E’ apparso l’uomo forte che la gente si aspettava, senza volerlo dire per non passare da fascista. Ha trovato in 5Stelle un alleato debole e incapace, un alibi perfetto per imporre la sua volontà e per motivare le sue sconfitte. In più, formalmente, in prima fila, ha un Presidente del Consiglio neutro e ragionevole.
A conclusione delle elezioni europee vinte con un buon margine dalla Lega, avevo apprezzato in Salvini il fatto che non volesse calcare la mano sul governo, chiedendo poltrone o un rimpasto o nuove elezioni. Perbacco, mi sono detto, finalmente un politico di razza!
Ottenuti due importanti successi parlamentari sulla sicurezza e sulla TAV (il mito di 5Stelle), improvvisamente ha buttato tutto all’aria, sfiduciando Conte e chiedendo a gran voce nuove elezioni. Una grande sciocchezza.
Perché? Non riesco a capirlo. Possibile che non sapesse che chi decide è il Presidente della Repubblica? Possibile che non immaginasse che il PD avrebbe rialzato almeno una delle sue teste (Renzi), ipotizzando un’intesa con 5Stelle? Possibile che non temesse un altro governo, senza Lega, con un Conte inferocito e un Di Maio tradito?
Ora, il più debole sembra essere proprio quello che sembrava il più forte, ovvero Matteo Salvini, colui che la crisi l’ha scatenata sfiduciando Conte, prima a parole e poi presentando una mozione che dovrebbe detronizzarlo. E i ministri leghisti si guardano bene dal dare le dimissioni, che sarebbe il sistema più chiaro e veloce per innescare la crisi di governo e giungere rapidamente al voto: il loro addio avrebbe impedito al fronte avverso di compattarsi e reagire. Il ministro dell’Interno è talmente in difficoltà, che un premier cauto e mediatore come Conte si è preso il lusso di prendere metaforicamente a schiaffi il suo vice sul tema migranti. Si rivolge a lui per iscritto (due lettere di fuoco in quattro giorni) e lo costringe a piegare la testa davanti allo sbarco dei profughi che sono a bordo della nave Open Arms, poco dopo il varo del Decreto sicurezza bis, che invece avrebbe dovuto produrre l’effetto opposto. Per Salvini è una resa umiliante.
Conte, dunque, per una volta mostra i muscoli. Ma non è che i grillini stiano molto meglio. Hanno alzato un fuoco di sbarramento mediatico per isolare Salvini, il loro nuovo nemico al posto del Pd. Ora i “dem” , sembra, sono l’àncora di salvezza per evitare le urne, cioè il ritorno a casa. Gli sherpa lavorano per verificare le possibilità di un accordo con il partito di Zingaretti. Ma se ci hanno messo due mesi a trovare un’intesa traballante con la Lega, senza riuscire a superare i 15 mesi di governo, appare difficile che in una settimana riusciranno a intavolare quel patto “alto” che Zingaretti e soprattutto Sergio Mattarella chiedono prima di mettere i loro sigilli. E questa, è la debolezza reale sulla quale fanno leva le speranze leghiste di tornare a votare subito.
Tranne la Meloni (e la Lega), nessuno vuole nuove elezioni. A gran voce le vogliono tutti, ma in realtà l’attuale assetto parlamentare, anche se non rispecchia il parere del Paese, fa comodo, soprattutto a Renzi e a Berlusconi. In una nuova competizione elettorale il numero dei loro rappresentanti sarebbe fortemente ridimensionato.
Nel caso di Renzi, a favore degli uomini di Zingaretti (nel PD ci sono almeno due partiti più Calenda, e se si dovessero fare le liste dei nuovi candidati, sarebbero estromessi i renziani). Nel caso di Berlusconi, a favore della Meloni, di Salvini e del fuoriuscito Toti, il governatore della Liguria.
Anche per 5 Stelle nuove elezioni sarebbero un disastro. Perderebbero la metà dei parlamentari e Di Maio uscirebbe di scena con gran parte dell’attuale classe dirigente. In buona sostanza, la maggioranza è contro le elezioni, ma questo non significa che c’è una maggioranza alternativa di governo.
Ora, raccogliere i cocci di questa decisione insensata di Salvini non è facile. Dire che Salvini ha voluto mettere in crisi il sistema perché non vuol fare la finanziaria è stupido. Ha chiesto i pieni poteri (altro errore), se fosse rieletto con una maggioranza da capogiro. Dovrebbe comunque farla, la finanziaria, ed affrontare anche il problema dell’IVA. Polemiche da cortile. E allora?
Pur nell’euforia dell’estate e della vacanze ferragostane, i negozi sono vuoti. La gente non fa più la fila alle casse dei supermercati con i carrelli pieni di ogni ben di Dio. La crisi attanaglia il Paese, quello vero, e se ne profila un’altra, ben maggiore, sul piano internazionale, per la Brexit, il duello Cina-USA, la vicenda Hong-Kong, la recrudescenza degli attentati a Kabul, la recessione tedesca, l’altalena dei titoli in borsa e così via.
Non ci sono più soldi e, soprattutto, manca la speranza in un futuro leggermente migliore. I nostri politici se ne rendono conto? Comincio a pensare che non sappiano neppure di cosa parlano. Blaterano d’investimenti, di diritti civili, di cuneo fiscale, di salario minimo, di flat-tax, di riforme (parola magica), secondo un rito vecchio e non più credibile. Nessuno crede più in loro.
La gente (circa il 36/38% della popolazione) aveva riposto fiducia in Salvini, l’uomo forte, quello che ha bloccato l’immigrazione (o, almeno, ci prova, nonostante forzature di strutture ONG ed una parte di magistratura avversa) ma, ora, resta perplessa di fronte al guazzabuglio provocato dalla Lega, che può portare a degli sbocchi imprevedibili dopo il delirio d’onnipotenza salviniano.
Il primo, e il più importante, è che le cose restino tali e quali. Salvini fa ammenda e resta al governo, ma perderà consensi. Ipotesi che, stando alle ultime dichiarazioni dei 5Stelle, è da scartare.
Il secondo, è che si faccia un’accoppiata PD-5Stelle, una ripetizione dei disagi del governo giallo-verde in salsa giallo-rosa, con il ritorno sulla scena di Renzi e il declino di Zingaretti.
Il terzo è che all’ammucchiata partecipi gioioso il Berlusconi, da sempre convinto d’essere l’ago della bilancia e il salvatore della patria. Il tutto, con un Parlamento che, comunque, non risponde più alla volontà degli elettori. Si può essere contenti? Credo proprio di no.
A dirla fuor dalle righe, siamo governati da incompetenti e da incapaci. Passi per i 5Stelle: sono nuovi e non si può pretendere che non lo siano. Ma gli altri? Vecchi lupi da corridoio, a caccia del potere. Finanche Bersani, che si scontrò con Renzi e fallì nelle trattative di governo con 5Stelle, auspica adesso l’intesa PD-5Stelle, propugnata da Renzi, che fino a ieri diceva: mai con i grillini!
Se Renzi e i suoi sodali riusciranno a evitare le elezioni, spingendo il PD ad una grande ammucchiata con i 5Stelle e formazioni della sinistra, questo consentirà di fare quella finanziaria lacrime e sangue, che Bruxelles ci impone, e mettere fuori gioco Salvini logorandolo poco a poco. Chi favorirà l’esecuzione di questo piano, otterrà la riconoscenza della Elite di potere transnazionale e gli verranno assicurate carriera e favori. Per questo Renzi sgomita per evitare le elezioni e mobilita i suoi fedelissimi.
Privo della poltrona di Ministro e vice premier, Salvini, relegato all’opposizione, se lo “lavoreranno” le procure giudiziarie. Ci sarà solo da scegliere fra il sequestro dei migranti, abuso d’ufficio e finanziamenti dalla Russia; basta ed avanza per neutralizzare Salvini per un bel pò di tempo. Salvini è un pericolo anche per la Magistratura, visto che si proponeva i riformare la Giustizia e separare funzioni e carriere. Una cosa insopportabile per la casta dei magistrati, che ridurrebbe il loro potere e le prerogative. Gliela faranno pagare.
Da ultimo, potremmo sbagliare, ma, tra le varie ipotesi, si profila all’orizzonte anche un governo “Conte 2”, senza la Lega ed appoggiato da una coalizione di “responsabili”, con il supporto di 5Stelle e PD e con la benedizione di Bruxelles, della Merkel, di Macron … e di Bergoglio, ovviamente.
Per il voto, gli italiani possono aspettare, gli daranno in pasto la necessità di tagliare i parlamentari. Ridurre uno spreco di soldi pubblici, visto che non contavano nulla: le leggi le fanno a Strasburgo e le decisioni le prende la Commissione Europea, dietro suggerimento di Berlino e Parigi.
A che servivano tutti questi onorevoli scalda poltrone? Gli italiani volevano votare? Ma in fondo in fondo, a che serve votare? Loro, quelli della Elite sanno decidere, si sa, soprattutto per il “nostro bene”. Naturalmente, sempre nel superiore interesse del Paese ad avere un governo stabile ed efficiente. Sono buffoni, versipelle, facce di bronzo. Li abbiamo eletti, ma dovremmo pentircene. Non fanno gli interessi del Paese, ma solo i loro. Dovremmo metterli tutti in un sacco, quello dei rifiuti indifferenziati, e buttarli via negli appositi cassonetti.
19 agosto 2019