Bioritmo: voce misteriosa dell’universo

Visualizza immagine di origine

Oggi mi sento diverso e voglio parlare di cose diverse, perciò vi propongo questa mia divagazione alquanto inconsueta.

Quanti di noi, al mattino, tirandoci giù dal letto, ci guardiamo allo specchio avendo l’impressione, a volte, di essere prossimi a vivere una giornata meravigliosa, anche se piove a dirotto e la nostra auto trovasi dal meccanico, mentre in altre, malgrado il sole splenda radioso lassù nel cielo, avvertiamo, pressante, la voglia di mandare tutto e tutti al diavolo ed il caffè che stiamo sorseggiando non è stato mai più cattivo di così. Non dobbiamo addebitare questi differenti atteggiamenti a bagordi, alla cena mal digerita ovvero allo stato di malessere generale che magari precede la classica influenza stagionale, o peggio ancora il timore di essere stati contagiati dall’ormai famigerato Covid-19 : non sono questi i motivi che ci inducono a vedere il mondo circostante più bello o più brutto.

Si fa strada, a questo punto, l’ipotesi che il corso della nostra vita, legato all’alternanza di momenti in cui tutto ruota alla perfezione ed altri in cui perdiamo fatalmente il passo, è legato ad avvenimenti che accadono nell’intero “cosmo” e niente si verifica a caso.

Cos’è in effetti il “bioritmo”, questa misteriosa e stupefacente intuizione che potrebbe consentirci una più ampia esplorazione scientifica, in altri termini, un uso più ragionato del vivere? Ne accennerò molto brevemente.

I medici dell’antica Grecia prendevano in considerazione i giorni “buoni” e “cattivi” dei loro pazienti. In occidente dopo lunghi anni di dimenticanza, nel secolo da poco passato, i riscopritori di queste “forze misteriose” hanno loro attribuito un nome esotico e latino: bioritmo. La teoria del bioritmo, che letteralmente significa ritmo della vita, da molti definito “pulsazione o palpito di vita”, si basa sul rapporto corrente tra l’esistenza umana e gli accadimenti di più ampia portata, che avvengono all’interno del cosmo. Esiste, quindi una precisa sintonia tra il nostro “vivere quotidiano” e l’universo, tanto da indurci ad approfondire le nostre conoscenze sull’andamento degli influssi celesti, per meglio affrontare anche i banali problemi quotidiani.

Dall’osservazione dei tre diversi stati di pulsazione della vita, quello dello spirito, quello della salute ed infine quello dell’intelletto, scaturisce automaticamente l’esistenza di tre diversi tipi di bioritmo. Ciascuno di essi, legato al proprio stato vitale, pur con cicli diversi che si intrecciano tra loro, si mantiene in perfetta autonomia con rispettivi ritmi ascendenti e discendenti. Le onde (sinusoidali) di questo triplice ritmo, salute, spirito e intelletto, iniziano ad animarsi al momento della nascita di ciascun individuo e, attraverso andamenti alterni, lo seguiranno per tutto il corso della vita. Sono tre i ritmi che fin dalla nascita ci accompagnano per tutta la vita, con una regolarità piuttosto insolita nella natura, a tempo con un orologio interiore molto lento. La lunghezza delle onde, invece, varia tra i ritmi: quello della salute fisica, dura 23 giorni e durante i primi undici giorni e mezzo la fase è positiva, in salita, per poi cadere in discesa libera, fino a toccare il punto più basso: il fisico deve ricaricarsi velocemente, cioè deve rifare il pieno. Subito dopo, l’onda sale nuovamente e con essa riprende il ciclo di 23 giorni. Il ritmo dello spirito o emotivo, di 28 giorni, e quello dell’intelletto di 33 giorni, seguono le stesse leggi: durante la prima metà del periodo vi è la fase ascendente che è seguita da quella discendente, subito dopo.

I giorni più “critici” sono, per l’appunto, quelli in cui il ritmo da positivo-ascendente passa al negativo-discendente. In questi giorni, ciò è dimostrato da numerosissimi esperimenti medici, avvengono incidenti, accadimenti nefasti e mortali, e nessuna reazione sembra scaturire dall’essere umano, a causa delle “batterie” scariche.

Secondo i sostenitori dell’esistenza dei bioritmi, tutti gli esseri viventi, coloro che appartengono ai regni animale e vegetale, non possono sfuggire alle leggi cosmiche che regolano il “ritmo della vita”. Qualcuno, soprattutto il credente, potrebbe obiettare, forse a ragione, che l’uomo non può essere accostato a tutti gli esseri viventi e in particolare agli animali, senza arrecare offesa a quell’essere supremo che nella nostra cultura religiosa viene denominato Dio: perché creati a sua perfetta immagine e somiglianza. Con tono sommesso, non certo per timore perché convinto di quanto andrò ad affermare, ma piuttosto con un certo imbarazzo, ritengo che gli animali, anch’esse creature di Dio, siano migliori dell’uomo perché non conoscono la “malvagità”.

Un grande manifesto pubblicitario che campeggiava, molti anni fa, nelle piazze delle città e nei pressi degli snodi stradali più importanti, recava l’immagine di una famiglia di leoni, pigramente sdraiati sotto un albero secolare, nella sperduta savana. Il tutto incorniciato da un rosso tramonto africano. Il testo sottostante, recitava pressappoco così : “Mangiano… solo quando hanno fame, fanno l’amore… per avere cuccioli, rispettano la natura e… non la contaminano. E poi… siamo proprio noi a chiamarli… animali ! ”.

6 settembre 2020

Questa voce è stata pubblicata in Cultura e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.